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I rischi per la salute
Un altro rischio, comune però anche alle fibre naturali trattate, deriva dalle sostanze utilizzate nella tintura e nei trattamenti protettivi cui vengono sottoposti tessuti e capi d’abbigliamento. Tanto che oggi, l’industria tessile è additata come una delle più inquinanti del pianeta; responsabile della produzione di almeno 500.000 tonnellate di scorie tossiche all’anno.
Va inoltre aggiunto che in particolari condizioni, come per esempio un’eccessiva sudorazione, l’epidermide può assorbire dai tessuti residui dei numerosi trattamenti (antitarmici, antimuffa, antipiega, idrorepellente, antinfeltrimento, ecc.) e dei coloranti, causando dermatiti e allergie, di cui soffre, secondo una ricerca di Legambiente ben il 10% della popolazione. Ampi studi sulle dermatiti allergiche da contatto sono stati condotti dalla equipe del prof.
Achille Sertoli di Firenze (Istituto di Dermatologia). Dall'esperienza degli autori citati su un totale di 802 casi di soggetti affetti da Dermatite allergica da contatto extraprofessionale studiati dall'84 al '92, 91 pazienti, pari all’11,34 % presentavano sensibilizzazioni con rilevanza clinica nei confronti dei coloranti aptenici.
Altri composti chimici potenzialmente causa di sensibilizzazione sono: cromo (mordente e metallico colorante), nickel e cobalto (finissaggio e colorante metallico), coloranti dispersi (intermedi di tintura), formaldeide e resine formaldeidiche (finissaggio di stampa colorata), antiossidanti della gomma e acceleratori (tessuti elasticizzati), lanolina, colophone, triethanolammaina (finissaggio), profumi, componenti quaternari dell'ammonio, composti organomercuriali (antibiotici).
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